Non fatevi ingannare dalla copertina dolcissima: "Ti vengo a prendere" è un viaggio intenso, a tratti doloroso, ma profondamente autentico. È un second chance che non regala scorciatoie: per arrivare al lieto fine, i protagonisti devono attraversare un percorso travagliato fatto di scivoloni, riprese e, soprattutto, un faticoso confronto con i propri mostri interiori.
Ilaria Tani affronta con estrema delicatezza e rispetto temi complessi come la salute mentale e il senso di colpa. La cosa che ho apprezzato di più è che la crescita non avviene solo "in coppia": c’è un’evoluzione individuale fortissima. I protagonisti imparano ad aiutarsi, ma devono prima di tutto imparare a stare in piedi da soli. Mi sono rivista moltissimo nella protagonista, nella sua fragilità e nella sua forza nel gestire il passato.
Lo stile è scorrevole e il ritmo incalzante; non c’è un momento di noia, eppure l’autrice riesce a scavare a fondo nell'interiorità dei personaggi senza risultare pesante. Un libro che insegna che, a volte, bisogna perdersi e guarire per potersi finalmente dire: "Sono tornato a prenderti". Consigliatissimo!